«Professional Bachelor»: via libera alle discussioni a livello politico

Berna, 21.11.2023 - I rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e dei partner sociali hanno dato il via libera all’elaborazione di un progetto di legge che intende rafforzare la formazione professionale superiore proteggendo la denominazione «scuola specializzata superiore» e introducendo i titoli complementari «Professional Bachelor» e «Professional Master». Questa la principale decisione adottata durante l’incontro nazionale sulla formazione professionale del 20 novembre 2023.

Negli ultimi anni si è discusso intensamente sulle modalità per rafforzare le scuole specializzate superiori (SSS) e la formazione professionale superiore (FPS) nel suo complesso. In seguito all'incontro sulla formazione professionale 2022, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) aveva messo a punto un apposito pacchetto di misure insieme ai partner della formazione professionale e agli attori interessati della formazione professionale e delle scuole universitarie. Dopo aver valutato diverse varianti, è stata scelta una proposta che prevede l'introduzione dei titoli complementari «Professional Bachelor» e «Professional Master» ed è stato deciso di tutelare la denominazione «scuola specializzata superiore (SSS)». D'ora in poi a tutti i diplomi SSS e a tutti i titoli rilasciati a chi supera un esame di professione (EP) verrà affiancato il titolo complementare «Professional Bachelor», mentre a tutti i titoli rilasciati a chi supera un esame professionale superiore (EPF) verrà aggiunto il titolo complementare «Professional Master». I titoli complementari segnalano l'appartenenza al livello terziario e contribuiscono ad aumentare la notorietà e il prestigio della formazione professionale superiore presso il grande pubblico. Le norme attualmente in vigore per l'ammissione agli studi universitari, la convalida delle prestazioni di formazione, ecc. non subiranno modifiche.

Oltre al rafforzamento dei titoli, tra le misure adottate vi è quella di dare maggiore visibilità alle SSS in quanto istituzioni. È infatti necessario sancire per legge il diritto alla denominazione affinché soltanto chi offre un ciclo di formazione SSS possa farsi chiamare «scuola specializzata superiore». Per l'attuazione di queste due misure è necessaria una revisione parziale della legge sulla formazione professionale. Nell'ambito della revisione saranno esaminati ulteriori temi concernenti la FPS, come la possibilità di svolgere gli esami federali anche in inglese oppure online in forma decentralizzata. Il progetto di legge dovrebbe essere posto in consultazione entro il terzo trimestre del 2024, mentre nel 2025 dovrebbero svolgersi le deliberazioni parlamentari. L'obiettivo è far entrare in vigore le misure entro l'inizio del 2026.

Un altro tema al centro dell'incontro di quest'anno è stato l'andamento dei lavori nel quadro dell'impegno partenariale (commitment) per la «qualificazione professionale degli adulti». Affinché sempre più adulti possano conseguire un titolo professionale e avere più strumenti contro la disoccupazione e la precarietà, la Confederazione, i Cantoni e i partner sociali si dichiarano disposti a ottimizzare ulteriormente le condizioni quadro. Ogni anno in Svizzera vengono rilasciati circa 66 000 titoli della formazione professionale di base, di cui circa 11 000 a persone di età superiore ai 25 anni. Tra le misure in corso vi è anche un'analisi del riconoscimento dei titoli esteri.

Inoltre, i partecipanti all'incontro sulla formazione professionale hanno preso visione del rapporto finale relativo al progetto «Ottimizzazione di processi e incentivi nella formazione professionale di base». Negli ultimi mesi i partner hanno analizzato in maniera approfondita vari temi, tra cui il processo di sviluppo delle professioni, e commissionato uno studio sui flussi e sui meccanismi finanziari dei corsi interaziendali. I risultati saranno ora discussi all'interno degli organismi competenti. La Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP) segue lo sviluppo dei lavori e, se necessario, può lanciare nuovi progetti.

L'incontro nazionale sulla formazione professionale, presieduto dal ministro dell'istruzione Guy Parmelin, ha visto la partecipazione di rappresentanti della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), della Conferenza svizzera degli uffici della formazione professionale (CSFP), dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI), dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), dell'Unione sindacale svizzera (USS), di Travail.Suisse e della SEFRI.


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