Direttiva 2005/36/CE

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In virtù dell’allegato III dell’ALC, la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali si applica anche alla Svizzera, la quale partecipa pertanto al sistema di riconoscimento delle professioni regolamentate introdotto nell’UE. Le regole variano a seconda che la persona che si reca all’estero intenda stabilirvisi oppure svolgere un’attività regolamentata, a titolo occasionale e per una durata limitata, per non più di 90 giorni lavorativi per anno civile.

Sistema europeo di riconoscimento delle qualifiche professionali in caso di domicilio

Il sistema europeo di riconoscimento delle qualifiche professionali si basa su tre principi:

  • riconoscimento automatico di sette professioni settoriali;
  • riconoscimento dell’esperienza acquisita per le professioni nei settori dell’artigianato, del commercio e dell’industria;
  • sistema generale.

Per sette professioni settoriali (medici, farmacisti, dentisti, veterinari, infermieri, ostetrici e architetti) il riconoscimento è praticamente automatico, poiché i requisiti della formazione sono stati armonizzati. Per alcune professioni dell’artigianato, del commercio e dell’industria il sistema di riconoscimento si basa sull’esperienza professionale. In tutti gli altri casi si applica il sistema generale: il Paese di accoglienza ha il diritto di comparare la formazione e l’esperienza lavorativa con i requisiti da lui posti, di rilasciare il riconoscimento o di richiedere misure di compensazione in caso di differenze sostanziali. Le misure di compensazione prevedono un tirocinio di adattamento o una prova attitudinale.

Prestazione di servizi

Il titolo II (Libera prestazione di servizi) della direttiva europea 2005/36/CE prevede una procedura agevolata con scadenze brevi. Secondo l’articolo 7 della direttiva i Paesi dell’UE hanno la facoltà di introdurre una procedura di dichiarazione e di verifica per le professioni regolamentate. In assenza di tale procedura, i prestatori di servizi possono operare senza dichiarazione. Nel caso di professioni regolamentate aventi implicazioni per la salute o la sicurezza pubblica è possibile che le qualifiche professionali del prestatore vengano verificate. In presenza di differenze sostanziali tra le qualifiche dimostrate e la formazione richiesta nel Paese di accoglienza, l’articolo 7 paragrafo 4 della direttiva 2005/36/CE offre al prestatore la possibilità di dimostrare, superando una prova attitudinale, di avere acquisito le conoscenze e le competenze mancanti.

In seguito all’entrata in vigore della legge e dell’ordinanza sull’obbligo di dichiarazione e sulla verifica delle qualifiche professionali dei prestatori di servizi in professioni regolamentate, è stata introdotta in Svizzera la procedura di dichiarazione applicabile ai prestatori di servizi dell’UE/AELS che intendono svolgere una professione regolamentata per un massimo di 90 giorni all’anno.

La procedura agevolata dei Paesi UE/AELS si applica anche ai cittadini svizzeri, che possono quindi a loro volta offrire servizi sul mercato UE/AELS a condizioni più semplici e beneficiare di un controllo più rapido – rispetto alla procedura di riconoscimento tradizionale – delle loro qualifiche professionali.

Ulteriori informazioni

https://www.sbfi.admin.ch/content/sbfi/it/home/bildung/riconoscimento-dei-diplomi-esteri/base-legale-per-il-riconoscimento-dei-diplomi/direttiva-2005-36-ce.html